“ESSERE O NON ESSERE”…

Vi ricordate questa frase, vero? É una parte del più celebre monologo di W.Shakespeare.
Il dilemma centrale del monologo è quello espresso dal verso “essere o non essere”, ovvero: vivere o morire, agire o non agire?
Amleto non sa scegliere tra l’agire e il non agire perché si attiva la sua zona comfort, che gli suggerisce di sopportare tutto il male e le sfortune che gli capitano e dall’altra la scelta, vista quasi come salvifica, del suicidio, che metterebbe fine a tutte le sue sofferenze…. vista da questo punto di vista, tutti noi urleremo in coro :
“AMLETO!!! RESTA NELLA ZONA COMFORT!!!”

La vita, per come viene sperimentata da Amleto, è come una battaglia… un continuo ripetersi di pene e dolori…mai fatti positivi o felici… solo a disgrazie.
È chiaro che, noi urleremo alla salvezza, ma mettiamoci un po’ nei panni dello “sfortunato” Amleto…per lui, la morte, rappresenta l’unica via di uscita, l’unica salvezza. Ovviamente, per affrontare la sua situazione serve coraggio, perché significa sfidare l’ignoto e le proprie paure. Da qui l’incertezza: vivere o morire? Agire o tollerare?
Molte persone si sentono nella posizione di Amleto.

Adesso diamo uno sguardo al passato di Amleto per comprendere per quale motivo, a volte, rendiamo la nostra vita così difficoltosa…

Il Padre di Amleto era un Re e venne ucciso. Il fantasma del defunto re appare ad Amleto, suo figlio, e gli chiede di essere vendicato perché ad ucciderlo è stato,infatti, il fratello Claudio che si è ora appropriato del trono e ha sposato la vedova moglie del re, Gertrude.
Il principe assicura di tener fede alla promessa ma, desideroso di avere la concreta prova della colpevolezza dello zio, decide di ritardare il momento della vendetta.

È molto interessante ciò…
Vi ricordate il dubbio Amletico all’inizio di questo articolo? Ecco…
Adesso vi racconto perché, talvolta, alcuni di noi, si incastrano in una vita drammatica dalla quale credono che non avranno via di uscita sino alla morte…

Amleto, inconsciamente, ha fatto un giuramento al suo codice genetico… sta portando avanti una battaglia che non è la sua, ma dei suoi antenati, vivendo la sua vita in funzione di quella del padre defunto. Questo capita anche a noi…. nessuno è immune dal codice genetico e dentro di esso possono esserci irrisolti che noi stiamo cercando di risolvere indirizzando la nostra vita in una direzione diversa da quella che la nostra anima vorrebbe.
Nello specifico, Amleto, si trova combattuto tra ciò che sente veramente e la promessa fatta al codice genetico tanto da pensare al suicidio come liberazione dell’anima.
Amleto non ha la visione della propria essenza divina.
Che cosa avrebbe dovuto imparare da quell’esperienza?
Vi faccio questa domanda perché sappiamo che ogni esperienza sperimentata dall’anima incarnata attraverso il corpo, ha un fine evolutivo.
Io credo che sarebbe stato molto più bello se il quesito amletico fosse stato: “ESSERE O NON ESSERE… O ESSERE ESSENZA?“

Prendere consapevolezza di ESSERE un’ ESSENZA DIVINA incarnata in un corpo, imparare a rispettare se stesso, smettere di vivere la vita di qualcun altro… trascendendo tutte le influenze genetiche… rendendosi conto che tutto era già scelto e programmato prima di nascere; comprendere che avrebbe dovuto lasciare andare il rancore ed il risentimento…
ESSERE ESSENZA, è proprio questo:
Riconoscere la nostra divinità interiore e prendere consapevolezza che abbiamo il libero arbitrio che ci permette di indirizzare la vita come vogliamo (gioia o dolore), ma sapendo che la nostra anima desidera che noi siamo felici.

💞 Con Amore e Gratitudine 💞

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