LE RADICI DELL’ IDENTITA’ E L’IMPRINTING PRENATALE

Come il seme di una pianta contiene il modello della sua la vita, esattamente allo stesso modo, la storia della nostra creazione, ha una profonda influenza sulla nostra esistenza.

Scoprire e prendere consapevolezza del proprio “imprinting” della procreazione, della gravidanza e della nascita ci aiuterà a sciogliere e a liberare i propri nuovi potenziali, le proprie risorse in tutti gli ambiti della vita della persona.

Tutti noi siamo molto influenzati dalla nostra esperienza di nascita più di quanto possiamo immaginare!

Siamo dotati, tutti, di una matrice biologica comprensiva di impronte emozionali ricevute dai propri genitori e di modelli che spesso sono riconducibili al modo in cui siamo venuti al mondo. Comprendere questa matrice può rivelare molte cose di noi e fornire un quadro generale che è utile a rilasciare vecchi schemi, permetterci una crescita personale e ottenere una guarigione da pattern che non ci appartengono e che sono, appunto, dei nostri genitori biologici.

La guarigione come percorso personale è solitamente collegata a modelli che sono intergenerazionali e risalgono a ben prima che noi nascessimo.

A livello biologico, è interessante sapere che l’uovo che si è poi trasformato in noi, è stato letteralmente portato da nostra nonna, perché nostra madre ha sviluppato le sue uova mentre lei stessa era un feto nel grembo di sua madre e a sua volta dalla madre di nostra nonna e via dicendo…

Meccanismi di adattamento, di stress e modelli di sistema famigliare, lasciano così delle impronte su di noi ancora prima di venire generati per generazioni.

Guarire, da questo punto di vista, permette di guarire tutta la nostra rete di relazioni che si muove avanti e indietro nel tempo… si,anche avanti, perché come noi siamo influenzati da generazioni antecedenti, anche noi, a nostra volta, ne influenziamo altre.

Moderne ricerche, hanno evidenziato che la più importante di queste impronte si verifica mentre ci troviamo nel grembo materno e durante i nostri primi anni di vita.

I nostri sentimenti ed emozioni sono raggruppati nella nostra psiche e registrati sin dal momento del concepimento, tutto nasce dalla prima volta che abbiamo provato determinati sentimenti o emozioni nel ventre materno e identificare queste esperienze, ci fornisce una storia per i modelli emotivi e psicologici che si vengono a creare nella nostra vita attuale in quanto, il nostro cervello emotivo si sviluppa molto tempo prima rispetto a quello razionale. Anche la nostra esperienza di nascita ci da un imprinting alla vita. Ma cerchiamo di comprendere meglio come questo funziona….

Tutto comincia nel liquido amniotico.

In questa fase il feto galleggia all’interno del grembo materno in uno stato privo di tempo. Questa esperienza può essere piacevole o spiacevole a seconda della salute emotiva e fisica della madre, l’ambiente in cui vive e la dieta che segue.

Le esperienze positive in questa fase sono associate al senso di unità, al mistero, alla trascendenza. Le esperienze negative di questa fase sono correlate ad un senso di sradicamento e di disimpegno dalla vita.

In questa fase, ad esempio, il rifiuto della madre per la gravidanza (inaspettata o indesiderata) darà al futuro essere umano un senso di inadeguatezza, di immeritevolezza alla vita ed altre emozioni limitanti.

Un’altra fase molto importante, che ci influenza notevolmente, è quando decidiamo di nascere, quando l’utero inizia a chiudersi, a comprimere e a spingere il feto verso il canale del parto. In questo momento, avvengono dei cambiamenti ormonali che includono una riduzione di ossigeno e la pressione delle contrazioni contro la cervice.

Avere un’esperienza positiva in questa fase è associate all’entusiasmo verso nuove prospettive e all’integrazione di nuove informazioni.

Le esperienze negative in questa fase sono associate, invece ad un senso di crisi incombente, alla paura, alla resistenza verso i cambiamenti nella vita.

Anche la fase in cui dobbiamo effettivamente entrare nel canale del parto ha la sua importanza. In quanto qui vi è un aumento di stress e di compressione che sono associati alla lotta per raggiungere la luce in fondo al tunnel.

Se in questa fase si ha un’esperienza positiva, saremo stimolati a seguire il flusso della vita, prenderemo le cose come vengono senza ostacolarci e saremo in grado di essere efficienti.

Al contrario, un’esperienza negativa ci porterà a sentirsi schiacciati dalle circostanze della vita e ad essere sopraffatti dalla competizione per rispondere alle esigenze della vita quotidiana.

La nascita, intesa come la fuoriuscita dal canale del parto, è la fase in cui ci si affaccia al mondo e la vita ha inizio. Questo momento, solitamente, è associato alla gioia, alla semplicità e soprattutto alla libertà, ma se durante questa fase ci sono “intoppi” come ad esempio l’uso del forcipe, il nascituro potrebbe avere reazioni di rifiuto al controllo ed alla manipolazione da parte di altre persone, alle quali reagirà anche violentemente, troncando di netto ogni rapporto, oppure potrebbe detestare di essere toccato in quanto durante questa esperienza, lo strumento, è stato percepito come un atto di violenza da parte di altri.

Tutto ciò che abbiamo sperimentato dal concepimento alla nascita, rappresenta la storia della nostra creazione e quindi non sorprende sapere quanto possano influenzarci durante tutta la durata della nostra vita.

Prendere coscienza di tutti questi aspetti, ci permette di comprenderli e portarli a risoluzione, rafforzandoci.

Una regressione alla vita prenatale, abbinata alla tecnica del ThetaHealing ®, permette di recuperare queste informazioni e portarle a guarigione permettendoci di non essere più “manipolati” da questi ricordi inconsci che possono finalmente essere visti e risolti.

Nessuno è una vittima! Comprendere ci permette di essere riportati sul nostro percorso di vita, ed è sciogliendo questi nodi che spesso a nostra insaputa ci intrappolano, che possiamo ritornare sul nostro percorso di crescita.

Rayka Maria

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